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Canile
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“Ho iniziato a frequentare il canile nel 2002 prima saltuariamente come volontario e poi 5 giorni su 7 in qualità di operatore assunto, prima ancora di diventare un educatore cinofilo e di avere, quindi, le competenze necessarie per comprendere le difficoltà manifestate da alcuni dei cani problematici ospitati nella struttura in cui lavoravo. Tuttavia già allora ero tormentato da un dubbio: com’era possibile che esistessero tanti cani con problemi comportamentali così gravi da indurre i loro proprietari ad abbandonarli in un canile? Mi pareva assurdo: insomma se «il cane è il migliore amico dell’uomo», com’era possibile che tanti cani fossero così terribili da convincere i loro proprietari a disfarsene in maniera tanto fredda e brutale?

 

Tutte le volte che le persone venivano in canile per abbandonare il loro cane, tentavano di convincermi che non potevano più tenerlo per i più disparati motivi, e altrettante volte io rispondevo che per quanto potessero insistere non avrebbero avuto la mia approvazione perché il cane è un dovere, non un diritto!

 

Lui non ha scelto di vivere con noi, siamo noi ad aver deciso, e tale decisione ci impone il dovere di prenderci cura di lui per sempre, anche quando questo significa affrontare problemi talmente complicati da rendere difficile la nostra convivenza.

 

So di assumere una posizione molto dura e per certi versi anche scomoda, ma a sostenermi non sono solo il profondo rispetto e interesse che provo nei confronti dei cani, quanto la consapevolezza che non ci sono così tanti cani davvero problematici a popolare le nostre case. Credo invece che tra uomini e cani vi siano ancora tante, troppe incomprensioni e che purtroppo a pagarne le spese siano (quasi) sempre i cani, ecco perché non mi stancherò mai di ripetere che il canile è una prigione fondata su un atroce controsenso: gli innocenti in gabbia e i colpevoli a piede libero!

 

(da Come parla il tuo cane)

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Dopo aver trascorso quindici anni all’interno dei canili, ricoprendo quindi vari ruoli (addetto alle pulizie, rapporti col pubblico, educatore, organizzatore di eventi…) sono giunto alla conclusione che sia davvero necessaria una “rivoluzione in canile”.

 

“In Italia la maggior parte dei canili viene per lo più assegnata, tramite gare d’appalto (il cui unico scopo è quello di ridurre i costi di mantenimento), ad associazioni animaliste i cui membri non devono dimostrare di avere competenze cinofile, né tantomeno gestionali, per portare avanti una struttura tanto complessa quale è appunto un canile e i cui costi, è bene saperlo, ricadono spesso sulla società tutta. Un cambiamento radicale nella gestione dei canili che vada dalla modifica dei criteri di scelta dei responsabili sino alla formazione obbligatoria del personale, passando per la riprogettazione di numerose strutture, quindi, non è auspicabile solo per motivi etologici, ma anche economici e sociali.

 

Come se non bastasse, il canile è forse l’unico ambito in Italia in cui è possibile svolgere attività di volontariato, con un alto margine di responsabilità e di rischio (non soltanto nei confronti della propria salute, ma anche nei confronti dei cani, degli altri frequentatori del canile e dei futuri adottanti), senza aver dovuto prima svolgere un corso di formazione e conservando una notevole autonomia decisionale.”

 

(da Come (e perché) scegliere un cane)

 

L’obiettivo di ogni canile, così come quello di ogni prigione, non dovrebbe mai essere la semplice detenzione degli ospiti, ma il loro reinserimento nella società.

 

Il canile come centro di riabilitazione e non di mera reclusione, quindi!

 

Affinché questo sia possibile l’amore e la dedizione dei tanti volontari e operatori di canili che operano sul territorio nazionale sono preziosi ma purtroppo non sufficienti per ridare ad ogni ospite del canile la dignità e la felicità che merita!
Sono necessari una presa di posizione delle Istituzioni e l’impegno in prima persona da parte delle figure professionali che operano nel settore cinofilo, mi riferisco quindi ai veterinari ed agli educatori cinofili.

 

Sarebbe auspicabile infatti che i primi si rendessero disponibili per campagne di sterilizzazione e per prendersi cura della salute degli ospiti a prezzi ridotti (se non addirittura a titolo volontario!), mentre i secondi dovrebbero incaricarsi della loro ri/educazione aumentandone così l’Indice Di Adottabilità e di seguire successivamente le famiglie adottanti, riducendo al minimo il triste fenomeno dei rientri post-adozione.

 

Negli anni ho collaborato con diverse associazioni ed enti animalisti (LNDC, ENPA, Vita da Cani, Cani dell’Abruzzo, Insiemi per i Cani di Pavia, OIPA…) e dal 2014 sono responsabile dell’area educativa e dei progetti attivati nel Rifugio ENPA di Voghera (PV).

 

Sono disponibile per consulenze, stage e corsi di formazione per gli “addetti ai lavori” per cui se anche voi pensate che sia arrivato il momento di cambiare le cose contattatemi, anche per qualche “semplice” consiglio o per avere un nominativo di qualche collega disponibile a collaborare con la vostra struttura!

I SEMINARI IN CANILE

seminari in canile

Ispirato dall’operato dell’amico e collega Luca Spennacchio, da oltre 10 anni sono impegnato per promuovere un’immagine diversa del canile, inteso come luogo accogliente e virtuoso non solo per gli ospiti a 4 zampe, ma anche per chi lo frequenta in qualità di visitatore o futuro adottante.
Il canile inteso quindi come centro di aggregazione, referenza e formazione per chiunque desideri avvicinarsi al mondo dei cani (ma non solo!) o approfondire la propria conoscenza in merito.

 

In quest’ottica dal 2014 ho avviato, con la collaborazione del canile, diversi progetti culturali presso il rifugio E.N.P.A. di Voghera (PV) che hanno coinvolto non solo il personale della struttura, ma anche numerosi addetti ai lavori e appassionati provenienti da tutta Italia!

 

Nel 2015 infine ho dato vita a I SEMINARI IN CANILE: un ciclo di seminari, workshop e conferenze tenute dai più noti nomi della cinofilia italiana e straniera (è con piacere che tra i docenti annoveriamo la tedesca Christina Sondermann!) accomunati da un costante impegno per la realtà del canile così come dall’utilizzo di metodi di lavoro moderni e rispettosi del benessere del cane.

 

L’obiettivo de I SEMINARI IN CANILE è quello di mostrare e promuovere il canile come luogo di incontro e di confronto, le cui porte sono aperte per fornire servizi di qualità, evidenziando infine quanto gli ospiti dei canili siano spesso creature meravigliose e con grandi capacità, per favorirne in ultimo il reinserimento nel contesto sociale. Tutti i nostri seminari, infatti, hanno sempre per protagonisti non solo i cani di proprietà, ma anche diversi soggetti presenti in struttura, dando loro la possibilità di aumentare il proprio bagaglio esperienziale e di innalzare il proprio I.D.A. (Indice Di Adottabilità).

 

Giunti alla 3° edizione I SEMINARI IN CANILE rappresentano oggi una sorta di progetto pilota in Italia che ha suscitato notevole interesse sia da parte dei media (Rai2 e Canale5 ne hanno parlato in alcune trasmissioni e diverse riviste hanno dedicato loro un articolo) che da parte di altri rifugi e addetti ai lavori, diventando fonte di ispirazione per numerose iniziative simili che mi auguro si diffondano in maniera capillare in tutta la Penisola!

 

Dico questo perché se vogliamo che le cose cambino, non possiamo solo aspettare che avvenga ma dobbiamo esser parte del cambiamento stesso!

 

E’ stato estremamente piacevole e gratificante quindi scoprire che Luca Spennacchio ha dedicato a I SEMINARI IN CANILE e al lavoro che ho svolto finora il capitolo “L’esperienza di Simone” nel suo libro “Canile 3.0”, che così si conclude:

 

“questo è un buon esempio del ruolo effettivo di un ‘animatore’ di canile che organizza il lavoro, istruisce gli operatori e i volontari, organizza eventi culturali e formativi, segue i casi più difficili e così via.”

Ecco il programma delle prime 3 edizioni de I SEMINARI IN CANILE.

2017

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2016

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2015

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Photo credits

© Ilaria Boriani, © Camilla Meda, © Luca Spennacchio, © Simone Dalla Valle.

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